Ripresa settore ceramico

A oggi la notizia sul Tg 1 che la ceramica a Sassuolo sta riprendendo. Mi chiedo  se  effettivamente è cosi’o vi sono  dati  divulgati che non corrispondono alla realtà .Secondo una stima di Assopiastrelle per quanto riguarda l‘OCCUPAZIONE la ceramica è la principale fonte di lavoro di un  distretto e che da essa dipende buona parte dell’economia del gruppo di comuni delle province di Modena e Reggio Emilia, questo  ha consentito  negli anni passati ,di creare, godere e mantenere un benessere prima sconosciuto.

E’ un risultato altamente apprezzabile se consideriamo che negli ultimi anni la produttività degli impianti è aumentata fortemente grazie anche ad una organizzazione del lavoro più efficace, che ha consentito di produrre quasi 600 milioni di metri quadri di piastrelle a fronte di una produzione, nel 1986, leggermente superiore alla metà ( 328 milioni di metri quadri contro 589,2 milioni), ma con un numero di dipendenti pressoché uguale ad oggi (29.817 contro 30.799).”

L’espansione della penetrazione commerciale in quasi tutti i paesi del mondo e la qualità del made in Italy hanno consentito di evitare quelle crisi occupazionali che hanno invece accompagnato le modernizzazioni di molti altri settori.

Di più: anche la presenza di personale femminile, già su livelli eccellenti (circa il 40% degli occupati) è stata mantenuta stabile e la qualità delle competenze professionali (grazie alle tecnologie introdotte nel ciclo produttivo e alla maggior presenza di impiegati) è fortemente cresciuta.

A Modena e provincia in ripresa le esportazioni, ceramica +8,5%

22 ott 10 • Categoria Ceramica,Economia,Sassuolo – 417 letture

I dati diffusi da Istat, ed elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio, per il primo semestre 2010 evidenziano una netta ripresa delle esportazioni della provincia di Modena che hanno superato quota 4.500 milioni di euro; rispetto al primo semestre dello scorso anno si registra infatti un +7,5%, dovuto in particolare alla buona performance realizzata tra aprile e giugno (+17,5%).

Il principale mercato di sbocco delle vendite della nostra provincia, l’Unione Europea a 27, annota un +8,9%, grazie agli incrementi con i partner principali.Per quanto riguarda i Paesi Europei extra UE-27, complessivamente il dato non è positivo, eccezion fatta, tra i maggiori mercati, per Turchia (+34,8%), Ucraina (+22,3%) e Russia (+7,1%).Migliorano decisamente le vendite verso il continente americano e verso l’Asia, con gli Stati Uniti che annotano un +9,8% nel semestre, grazie ad un aumento a due cifre nel secondo trimestre (+28,2%) e l’area MERCOSUR che segna un considerevole +98%.Anche India e Cina riportano incrementi a due cifre: +42,9% la prima e +37,9% la seconda.La divisione comprendente la ceramica un +8,5%Diversi sono i dati riferiti dalla CGL e i settori di categoria.

LA CRISI COLPISCE L’OCCUPAZIONE FEMMINILE VALENTINI: “8 MARZO DEDICATO AL LAVORO DELLE DONNE

”Tra i soggetti deboli del mercato del lavoro italiano, sono le donne .A Modena il tasso di occupazione femminile, che prima della crisi era del 60 per cento, è molto più alto della media nazionale (che si ferma a poco più del 46 per cento).Le donne modenesi sono mediamente più istruite degli uomini, più numerose sia le diplomate (l’82 per cento delle femmine iscritte alle superiori raggiunge il diploma, contro il 72 dei maschi, e con giudizi migliori) che le laureate (55 per cento contro il 45 per cento).Le imprese al femminile crescono. Ma sono comunque donne la maggioranza dei disoccupati modenesi (57 per cento) rispecchiando in questo il dato nazionale.Aumentano inoltre i casi di discriminazione legati alla crisi che si evidenziano nell’assegnazione di mansioni, di trasferimenti e nella mancata rotazione della cassa integrazione.

«La crisi ha portato allo scoperto i punti deboli del mercato del lavoro ma anche dell’organizzazione della società che carica la grandissima parte del lavoro di cura sulle spalle delle donne -commenta Marcella Valentini assessore provinciale alle Pari opportunità -per cui se vengono a mancare i servizi sono le madri che restano a casa e sono sempre le madri le prime a essere licenziate perché non possono garantire la flessibilità d’orario richiesta.Così come sono le donne che più spesso hanno contratti precari o lavorano nei settori, come quello dei servizi sociali, più colpiti.

È per questo – prosegue l’assessore – che la festa dell’8 marzo, in particolare quest’anno, deve essere l’occasione per sostenere i posti di lavoro delle donne, a partire dalle dipendenti della Gambro e di tutte le altre aziende in crisi del nostro territorio».

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lapenna

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