Trasformare le Detrazioni Fiscali in liquidità immediata?

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Trasformare le Detrazioni Fiscali in liquidità immediata?

Anticipare, attraverso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, senza attendere i dieci anni di recupero rateale in dichiarazione dei redditi.
Questa la proposta di legge n. 3919 “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”, presentata in conferenza stampa qualche giorno fa.

Obiettivo della proposta

Il principale obiettivo consiste nel permettere di anticipare, presso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali del 65% e del 50%, senza l’obbligo di aspettare i dieci anni di recupero rateale in dichiarazione dei redditi. In questo modo, si potrebbe modificare la rendita decennale in liquidità immediata, con l’applicazione di tassi ridotti, dovuti al basso grado di rischio del finanziamento, garantito di fatto dallo Stato.

Vantaggi della proposta

In primis si sostiene il rilancio del settore edilizio. Questa proposta, secondo le previsioni del CNA, produrrebbe un incremento stimato in 5 miliardi di spese per lavori edili e un aumento di circa 24 mila dipendenti nel primo anno di applicazione.

Secondo vantaggio è ampliare la platea dei beneficiari perché potrebbero facilmente accedere alle detrazioni anche i soggetti incapienti, che il CNA stima in di 3 milioni di pensionati (il 20% del totale) e di 5 milioni di dipendenti (25%). Altro importante vantaggio è il contributo all’emersione del lavoro irregolare che, in alcuni casi, offre la prospettiva di una convenienza economica immediata, addirittura più interessante rispetto al rimborso decennale.

Il meccanismo della cessione

I beneficiari dell’agevolazione, cittadini o imprese, devono trovare l’istituto cui destinare il credito e trasmettere il modello di opzione all’Agenzia delle Entrate, specificando la banca cessionaria che ha sottoscritto il modello.

Da quel momento, i cittadini o le imprese pagheranno esclusivamente la parte di fattura non inclusa nel beneficio. Il 50% o il 65% saranno a carico dell’intermediario finanziario che la recupererà nei 10 anni.
“Ad esempio, per ogni 1.000 euro di spesa per le ristrutturazioni, considerate le normali condizioni di sconto bancario, solo 580 euro saranno a carico della famiglia o dell’impresa, mentre la restante parte di spesa sarà sostenuta dalla banca. Allo stesso modo, 1.000 euro di spesa per la riqualificazione energetica dell’edificio si traducono in 450 euro a carico della famiglia o dell’impresa e 550 euro erogati dalla banca”.

Il Presidente della CNA si dichiara molto soddisfatto e si augura che alla proposta segua un iter parlamentare favorevole e veloce, visto che si tratta di una soluzioneche potrebbe aiutare il mondo dell’edilizia ad uscire dalla grave crisi. “Questa proposta rappresenta una leva potente per rimettere in moto il mercato, aprendo le porte a lavori che calzano perfettamente alla taglia delle micro e delle  piccole imprese. Consente inoltre ai soggetti incapienti di accedere al mercato delle ristrutturazioni e della riqualificazione edilizia. Si potrà rilanciare anche il mercato strategico dei condomini, dove spesso i lavori sono bloccati dalle difficoltà economiche di alcuni proprietari. Ovviamente sarà fondamentale la riconferma degli attuali incentivi in materia di ristrutturazione e di efficientamento energetico ai livelli attuali del 50 e del 65 per cento”.

Ad oggi chi vuole usufruire delle agevolazioni fiscali, previste dalla Legge di Stabilità e valide fino al 31/12/206, per le ristrutturazioni edilizie (50%) e per le riqualificazioni energetiche (65%) effettua i lavori e recupera la quota spettante in 10 quote annuali.

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